I luoghi

Claut – Valcellina

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La montagna innanzitutto e le sue pareti di roccia che attirano runners , alpinisti e climbers da tutto il mondo, i suoi svariati itinerari per escursionisti e bikers, i torrenti impetuosi ritrovo di appassionati di kajak e canoa: questa è la Valcellina: un paradiso per chi ama la natura e lo sport, una palestra viva immersa in uno scenario indimenticabile.
Lasciata Pordenone, capoluogo del Friuli Occidentale, che si raggiunge attraverso l’A4 Torino – Trieste ed il segmento dell’A28 che la congiunge a Portogruaro, si procede verso Nord, attraversando l’alta pianura pordenonese fino a raggiungere la zona pedemontana, godendo di continue variazioni di scenario. Si arriva, quindi, in comune di Montereale ai piedi delle Dolomiti Friulane, ingresso naturale e principale della valle del Cellina. Tutta la valle uscì dal secolare isolamento solo ai primi del Novecento con la realizzazione della strada che unì il Pordenonese con Barcis e con il miglioramento della viabilità anche attraverso il Passo S. Osvaldo e Erto-Casso verso l’alta valle del Piave.

Risalendo la valle incontriamo il paese di Andreis. Molto suggestivo il vecchio “bivio” della SS251: tra gallerie e strapiombi protetti, le acque dei torrenti Alba e Molassa si scontrano con quelle del Cellina formando un fenomeno esaltante di erosione:”le marmitte dei giganti”. Andreis è caratterizzato da case con antichi ballatoi di legno, scale esterne, muri di sassi che identificano una vera e propria architettura “Andreana”.
Uscendo dall’ultima galleria, l’orizzonte improvvisamente si allarga e Barcis con il suo lago, il Gruppo del Cavallo e l’imponente Crep Nudo sembrano addolcirne i contorni.

Risalendo il torrente Cellina, invece, la strada riprende il suo cammino tortuoso fino a raggiungere la grande piana di Porto Pinedo, piana assolata originata dai depositi ghiaiosi all’incrocio naturale dei torrenti Cellina e Cimoliana, in passato “Porto” e centro del mercato fluviale per il trasporto ed il commercio del legname per conto della Serenissima.
Al limite orientale della grande piana si trova Claut adagiato a terrazzo sulla verde conca originata dalla confluenza dei torrenti Cellina e Settimana. Tutto intorno il paese offre come cornice uno splendido scenario di foreste e montagne dolomitiche. La Storia indica nel periodo longobardo la data di nascita di questa comunità.

L’altro centro che possiamo trovare a Nord-Ovest è Cimolais. Fulcro naturale del parco delle Dolomiti Friulane. Bellissimo paesino di montagna che presenta molteplici attrattive naturali fra le quali spicca inevitabilmente il Campanile di Val Montanaia.

Da Cimolais la strada sale e attraverso i boschi di Passo S. Osvaldo si raggiungono i comuni di Erto e Casso. I reperti di Età Romana testimoniano l’origine antica di Erto a differenza di Casso la cui origine è attestata da documenti del XIV secolo. Questi luoghi portano e porteranno a perenne memoria la tragedia originata il 9 ottobre 1963 dalla frana del Monte Toc nel bacino del Vajont.
Da Erto e Casso la SS251 scende poi esprimendo quasi un senso di tristezza, attraversando gli sfasciumi del disastroso ottobre del ’63, verso la valle del Piave raggiungendo Longarone.

La Valcellina selvaggia e incontaminata, con le sue genti, le sue tradizioni e i suoi costumi, si propone come custode geloso di un patrimonio di enorme valore che solo pochi hanno la fortuna di conoscere e soprattutto di vivere.

La Val Tramontina

LAGO SELVA

La Val Tramontina (Cjanâl di Tramonç in friulano) è una vallata delle Prealpi Carniche. Si trova in provincia di Pordenone, disposta con direzione nord-sud ed è attraversata dal fiume Meduna.
Nella vallata si trovano i comuni di Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto, e, allo sbocco del fiume in pianura, quello di Meduno. Tra Meduno e Tramonti di Sotto si trova il lago artificiale dei Tramonti (o di Redona, dal nome della frazione affacciata sulle sue rive). Dalle sue acque, nei periodi in cui il livello del lago è più basso, emergono ancora oggi i suggestivi edifici in sasso delle vecchie borgate sommerse dalla creazione della diga sul torrente Meduna. Il clima mite che si trova, in estate, nelle zone dei torrenti Chiarzo e Meduna permette la balneazione nei tre comuni.
La valle gode di un patrimonio naturalistico, di particolare bellezza. Per gli escursionisti e ciclisti vi sono numerosi percorsi ai laghi dei Tramonti (Redona, Cà Selva, Cà Zul o Ciul), a Meduno, a Campone, a Tramonti di Sotto, a Tramonti di Mezzo e a Tramonti di Sopra/Passo Rest. Il Monte Valinis(Meduno) è il luogo ideale per gli appassionati di parapendio. Palestra di roccia “Pianto del Rest, Val Tramontina” e via ferrata “Dal Tramontin” (Tramonti di Sopra). È possibile praticare la pesca nei 3 laghi e nei torrenti Meduna e Chiarzo, la canoa sul lago dei Tramonti, la speleologia nel “Bus di Castigù” di Campone, le camminate con le ciaspole a Tramonti di Sotto e Tramonti di Sopra.

Vito D’Asio

Situato a quota 550 sul livello del mare, alle pendici del Monte Asio, si estende su un breve altipiano dal quale si domina l’intera pianura friulana.
Il paese può essere raggiunto agevolmente attraverso la strada provinciale Val d’Arzino e della Val Cosa.
Le origini del nome Vito sono piuttosto incerte, ma è molto probabile che l’etimologia più esatta sia vicus (villaggio) da cui Vito.
Per il nome Asio l’origine è del tutto ignota.
Sotto il profilo storico politico è da ricordare che Vito d’Asio come tutto il Friuli fu occupato nel 1420 dalla Repubblica di Venezia, che per quasi quattro secoli lo governò per mezzo del luogotenente della Patria del Friuli, che risiedeva a Udine. La villa di Vito venne citata per la prima volta in un documento del 1220 e successiva mente in un atto del Conte di Ragogna del 1260. Il 29-9-1642 Vito d’Asio viene costituito in libero Comune, il primo nello spilimberghese, con statuto in cinque capitoli.
La Chiesa di San Michele Arcangelo di Vito, citata la prima volta nel 1436 fu rimaneggiata in più riprese, divenne cappellania nel 1581 e fu eretta Parrocchia il 24 settembre 1890, staccandosi definitivamente dalla Chiesa di San Martino.
Nel 1493 viene ampliata la Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo e costituita la più antica confraternita della Pieve d’Asio, quella di San Gottardo.

Anduins

Alto 800 metri sul livello del mare, il monte Zucchi è un vasto pianoro ondulato che sovrasta il Paese di Anduins, con abbondanti macchie boschive, collegato al centro abitato da una comoda strada carrabile asfaltata.
In questo quadro stanno ora sorgendo graziose casette utilizzate dai turisti e dalla gente del luogo per soggiorni estivi.
La Chiesetta votiva costruita dalla popolazione di Anduins nell’immediato dopoguerra, dedicata alla “Madonna della Neve” (che ricorre il 5 agosto) completa l’interesse turistico della zona.
L’acqua minerale della Fonte solforosa di Anduins contiene in dosi curative ottimali sali di zolfo, magnesio, calcio e silicio.
Fin dal 1872 uno studioso descrisse l’efficacia dell’acqua come antidoto in numerose comuni affezioni, definendola un “tesoro igienico-curativo”.
Le cure idropiniche e la balneoterapia rese possibili da queste acque, favoriscono il grande sviluppo turistico del paese di Anduins e dell’intera Valle d’Arzino.
Si sta ora procedendo a profondi e importanti studi per potenziare e ampliare le possibilità curative con moderne strutture e mezzi tecnici adeguati.

Casiacco

La frazione di Casiacco costituisce, assieme ai vicini centri di Flagogna e Colle, il triangolo industriale della Valle, e per la sua morfologia pianeggiante favorisce l’insediamento di stabilimenti industriali e artigianali, che garantiscono l’occupazione agli abitanti non solo del Comune di Vito d’Asio, ma anche dei comuni limitrofi.
Per questa sua importante funzione la piana su cui sorge Arzino, dopo aver abbandonato il suo tortuoso corso, si distende in una piana, prima di sfociare nel Tagliamento.
Il paese si sviluppa lungo la strada provinciale che lo attraversa importante arteria di comunicazione coi centri limitrofi e quelli turistici di Sella Chianzutan e della vicina Carnia.
Il centro di Casiacco è costituito da un’ampia piazza, luogo di incontro dei paesani durante le ricorrenze tradizionali.
La bellezza naturale del paese e data dai verdi boschi che lo delimitano e ne quali è piacevole inoltrarsi.

San Francesco

San Francesco a 400 mt. sul mare, si distende sull’ampia conca che si apre nell’Alta Valle dell’Arzino.
Turisticamente già nota, questa località continua
a proporre un’immagine di vita solerte e serena.
Prati puliti e versanti boscosi offrono passeggiate che salgono alle case Giaf, alla capanna Givoli, alla Forca Armentaria, Palar ed a Pozzis.
Posto a contatto con la Carnia, ne è la naturale porta d’accesso attraverso la pittoresca e smeraldina Valle di Preone, ma soprattutto col valico di Sella Chianzutan che si spalanca dai suoi 954 mt. sul Tolmezzano e sulla Carnia intera.
L’antica vocazione agricola di San Francesco è la costante garanzia di presenza attiva in questo meraviglioso Canale.
Il dopoterremoto ha visto il rinnovamento delle borgate, senza cambiare la caratteristica fisionomia. Il fervore dei lavori imposti dalla ricostruzione, sembra aver temporaneamente tamponato l’emorragia dell’emigrazione.
Mentre prende sempre più piede la vocazione turistica, San Francesco si ritrova ad assumere il ruolo di ponte verso la Carnia, cui si sente legato da ataviche tradizioni e medesimi accenti. La vetta del Monte Verzegnis, che dall’alto dei suoi 1915 mt., sovrasta Teglada, Valcada e Piombada, è il pennone della bianca bandiera di neve che si staglia tra le due valli.
Sui prati sottostanti, sciatori di fondo s’inebriano di sole, mentre sulle piste del Piombada le scie degli slalomisti lasciano sulle nevi intrecci di serpentine rilucenti.

Pielungo

A 560 mt. sul mare, Pielungo è il cuore di tante borgate di cui è costellata la media Valle dell’Arzino.
Pert, Chiamp, Cervedol, Juris, Forno, Cedolins, Oltrefoce, sono tutti borghi che, tra boschi verdi e prati, hanno trovato un loro spazio sui declivi collinosi che scendono dal Monte Pala e dal Monte Cecon degradando sempre più rapidi sui torrenti Foce ed Arzino, paradiso degli amatori della trota e delle acque fresche e chiare.
Antiche mulattiere e comodi sentieri conducono l’escursionista all’ombra di faggi ed abeti per invitarlo alla piacevole scoperta di angoli che profumano di funghi, per fargli respirare l’aria dell’alpeggio nelle malghe di Albareit e Jovet, per portarlo ad arrampicare tra le pale rocciose del Monte Rossa o del monte Flagel che fioriscono di stelle alpine e genziane.
Nuovi e migliorati raccordi fra le borgate vanno costituendo una rete di strade forestali e pano- ramiche tra le più suggestive della regione.
La rinascita seguita al sisma del ’76 è già quasi conclusa ed ha contribuito a rendere il paese più accogliente, favorendo così il rientro periodico degli emigranti e la ricezione turistica.
Un campo da tennis presso il Castello Ceconi, ha dato una prima risposta alle esigenze ricreative dei giovani, numerosi durante la stagione estiva.

http://www.comune.vitodasio.pn.it/

Meduno

BELVEDERE_ALPINO_NAVARONS

Meduno è uno dei centri più antichi della zona montana e pedemontana. Risale infatti all’epoca preistorica. Una delle sue testimonianze più antiche è la pietra di CIAGO, un grosso blocco di pietra, denominato “Piéra da l’aga” (la pietra dell’acqua), è stato attribuito all’epoca pre-romana: forse l’ara sacrificale di una popolazione veneta o carnica. L’abitato si è sviluppato ai piedi del castello costruito nel 1136 sul colle omonimo dalla famiglia dei Meduno, vassalli dell’imperatore del Sacro Romano Impero di Germania. Successivamente (tra l’XI e il XII secolo) il punto di riferimento è diventato la chiesa parrocchiale; e lo sviluppo dell’abitato è avvenuto più in basso, nei pressi del tempio. Le fortificazioni, come le chiese e le case di questa località sono state sempre costruite in pietra, secondo una capacità creativa e lavorativa, oltre che tecnica, che sono state esportate in tutto il mondo dagli abitanti spinti nel tempo a cercare lavoro all’estero e in altre aree italiane. Uno degli esempi più importanti dell’edilizia di questa parte del Friuli è costituito dall’antica chiesa parrocchiale, rifatta nel 1830 e restaurata dopo i gravi danni subiti a causa del terremoto che colpì il Friuli del 1976. È stata recuperata la struttura portante; di stile neoclassico, e sono state salvate alcune opere preziose: il fonte battesimale (1495) di Giovanni Antonio PILACORTE, la pala della Madonna con il Bambino, del veneziano settecentesco Gian Battista Piazzetta, e altre opere minori. Significative le chiesette storiche di San Pellegrino, a NAVARONS, e di San Martino, a Castello, dedicata ai Caduti di tutte le guerre. Altro punto di riferimento per la storia di Meduno è palazzo COLOSSIS (XVI-XVIII), abitazione della famiglia omonima, antecedentemente proprietà della diocesi di Concordia. Da anni l’edificio è adibito a sede di uffici del Comune e della Comunità montana. Molto probabilmente è la conseguenza della trasformazione del castello (secoli XI-XII), di cui non resta più traccia. Espressione significativa della storia di Meduno è anche il Museo del Risorgimento, nella frazione di NAVARONS, dedicato agli audaci moti risorgimentali del 1864, dei quali fu protagonista e anima il medico Antonio ANDREUZZI, assieme al figlio Silvio e ad altri patrioti che pagarono duramente il loro ideale di libertà e di indipendenza, nel nome dell’italianità del territorio, allora appartenente all’impero austro-ungarico. Nell’attività culturale hanno largo spazio i collegamenti alla storia locale, di cui è a buon diritto uno dei protagonisti più qualificati la poetessa e scrittrice Novella Aurora CANTARUTTI, autrice di tante opere nella parlata friulana di Navaróns. Un filone alimentato da nuovi autori, quali Ida VALLERUGO,poetessa riconosciuta a livello nazionale.

Si potranno ammirare i meravigliosi itinerari naturalistici tra la Val Meduna, la Valle del Muiè verso Val Còlvera per giungere alla Forchia piccola di Meduno ( m 657), da qui la strada prosegue verso campone di Tramonti e Malga Valinis nel Parco delle Dolomiti Friulane , da dove si guadagna la cima del monte Valinis, a m 1102, con spettacolare panorama.

Clauzetto

Il comune di Clauzetto comprende una quarantina di agglomerati sparsi, come Celante di Clauzetto, Dominisia, Francescuz, Gerchia, Orton, Pradis di Sotto e di Sopra, Tascans, Triviat, Zuanes.

In bella posizione a balconata sulla pianura, è centro non solo di antica tradizione culturale ed economica (attestata sia dal rispettabile numero di personaggi illustri che qui ebbero i natali, sia dai molti edifici – come il palazzo Còncina – simboli di agiatezza e gusto) ma anche di consolidata vocazione turistica.

Clauzetto può far conto sulla sua tradizione di ospitalità e sul notevole patrimonio naturalistico, godibile attraverso una fitta rete di piacevoli strade e di sentieri segnalati: i fenomeni franosi e le profonde forre di erosione del Cosa e del Paveon; i cento fenomeni carsici dell’altopiano di Gerchia (inghiottitoi, abissi e grotte, come il complesso La Val – Noglar – Mainarda, profondo un centinaio di metri, con uno sviluppo di 6,5 km); i calanchi del monte Dagn; le sorgenti carsiche sparse un po’ ovunque ma, soprattutto, le Grotte Verdi, turisticamente attrezzate, dove ci si può anche dare appuntamento per la Messa di mezzanotte a Natale, divenuta da tempo una tradizione.

Nella frazione di Pradis caratteristiche sono le abitazioni, il piccolo cimitero di guerra italo-tedesco sulla strada per Pielungo (dove si combatté il 5-6 novembre 1917, durante la ritirata italiana di Caporetto); il Museo del Gruppo speleologico locale per i reperti delle grotte (epipaleolitici e neolitici).

Il percorso del Trail consentirà di toccare alcuni dei più suggestivi tratti dell’area percorsa
dalle Truppe del generale Rommel che costituiscono ad oggi una delle zona a più alto
tasso di Wilderness d’Europa.

Turismo FVG Parco Dolomiti Friulane CAI
Sezione di Claut
Soccorso Alpino
Valcellina
Protezione Civile Ghiaccio Claut Sezione di Claut Polisportiva Valmeduna Polisportiva Montereale Asla
Sezione di Pordenone
International Federation of Mountain Soldiers Comune
Claut
Comune
Tramonti di Sotto
Comune
Tramonti di Sopra
Comune
Meduno
Comune
Clauzetto
Comune
Vito d'Asio
Comune
Frisanco
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